Convivere con una malattia, propria o di una persona cara, è un percorso complicato: può sconvolgere gli equilibri emotivi, le relazioni, le abitudini quotidiane. Il colloquio psicologico clinico è lo strumento con cui affrontare queste difficoltà, capire cosa sta succedendo e trovare, insieme a un professionista, un modo per stare meglio.

COS’È IL COLLOQUIO PSICOLOGICO CLINICO?

È uno spazio protetto in cui mettere in parole ciò che si sta vivendo, spesso il primo passo per orientarsi in un momento di difficoltà.

Il colloquio psicologico clinico è la fase in cui il professionista raccoglie la storia della persona, ascolta la sua richiesta e valuta insieme a lei quale può essere il percorso più utile: un supporto psicologico breve, un percorso di psicoterapia, oppure un approfondimento diagnostico più specifico, come nel caso di difficoltà legate a una malattia neurologica.

Two hands reaching towards each other, symbolizing connection and support.
QUANDO È INDICATO?

Il colloquio psicologico clinico può essere richiesto in molte situazioni. Nella mia pratica clinica, mi rivolgo in particolare a:

  • Persone a cui è stata diagnosticata una malattia neurologica (come sclerosi multipla, malattia di Parkinson, esiti di ictus, demenza) e che devono elaborare l’impatto emotivo della diagnosi e riorganizzare la propria quotidianità
  • familiari e caregiver, che si trovano a sostenere un carico assistenziale ed emotivo spesso sottovalutato
  • Chiunque attraversi un momento di difficoltà, stress o disagio personale e cerchi uno spazio di ascolto qualificato per fare chiarezza